Anatomia di un rapimento da parte di un colono

Attaccato in un’imboscata, trascinato in un avamposto in cima a una collina, picchiato fino a perdere i sensi: l’adolescente palestinese Owais Hammam racconta le brutali torture subite dai coloni e dai soldati israeliani.
10 dicembre 2025
Su un letto bianco d’ospedale nel Palestine Medical Complex di Ramallah, il diciottenne Owais Hammam fatica a riprendere fiato. Il suo viso parla per lui: graffi profondi, lividi blu scuro, gonfiore dal collo alle gambe. Con grande sforzo, racconta lentamente cosa è successo mercoledì pomeriggio, quando è stato rapito e brutalmente torturato da un gruppo di coloni israeliani vicino al suo villaggio di Kharbatha Bani Harith, a nord-ovest di Ramallah.
Hammam era uscito per una breve passeggiata vicino a una sorgente che conosceva bene, convinto di essere lontano dal pericolo. Mentre si fermava a pregare, un gruppo di coloni lo ha improvvisamente circondato, come se lo avessero osservato fin dal suo arrivo. Prima che potesse rendersi conto di cosa stesse succedendo, i colpi gli sono piovuti addosso. Ha perso rapidamente la capacità di stare in piedi. Pochi istanti dopo, si è sentito trascinare su per una collina verso Sde Ephraim, un avamposto di coloni legalizzato da Israele nel 2024.
Owais Hammam holds a phone showing the location where he was kidnapped and brutally assaulted by Israeli settlers with the assistance of the Israeli military, at the Palestine Medical Complex, in Ramallah, December 6, 2025. (Faiz Abu Rmeleh/Activestills)
Hammam ricorda quelle ore come se si ripetessero all’infinito: le mani legate strette dietro la schiena, i calci dei fucili che gli colpivano ogni parte del corpo, le pietre che lo colpivano mentre giaceva a terra, insulti e maledizioni che non cessavano mai. Alcuni degli aggressori indossavano abiti civili, altri uniformi militari. Uno caricò la sua arma vicino all’orecchio di Hammam e gli disse che non sarebbe uscito vivo. 
Hammam perse presto conoscenza per il dolore e, al suo risveglio, si ritrovò nelle mani dei soldati israeliani, che continuarono a picchiarlo fino al mattino successivo. Fu anche interrogato da un agente dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, e gli fu negato persino un sorso d’acqua, nonostante fosse a digiuno.
Owais Hammam, 18, was kidnapped and brutally assaulted by Israeli settlers with the assistance of the Israeli military, at the Palestine Medical Complex, in Ramallah, December 6, 2025. (Faiz Abu Rmeleh/Activestills)
Il padre di Hammam è seduto accanto a lui nel letto d’ospedale, raccontando l’angoscia nell’attesa del ritorno del figlio. Solo nelle prime ore del mattino seguente la sua famiglia ha ricevuto una chiamata dallo Shin Bet che li informava che i coloni avevano sequestrato Hammam e lo avevano consegnato all’esercito.
Quando finalmente fu portato in ospedale, i medici dissero che aveva bisogno di un monitoraggio attento e di continue fleboclisi per stabilizzare le sue condizioni, a causa della gravità delle percosse. Eppure, disse suo padre, il morale di Owais rimase alto, come se la sopravvivenza stessa fosse diventata un atto di resistenza.
“Mio figlio è tornato dalla morte”, ha aggiunto. “Mi sento come se fosse rinato”.
Owais Hammam, 18, being treated at the Palestine Medical Complex after having been kidnapped and brutally assaulted by Israeli settlers with the assistance of the Israeli military, in Ramallah, December 6, 2025. (Faiz Abu Rmeleh/Activestills)
L’attacco a Owais non è un caso isolato. Si è verificato nel contesto di un’ondata senza precedenti di terrorismo dei coloni in Cisgiordania, dove gli attacchi quasi quotidiani – spesso condotti con il supporto dell’esercito israeliano – equivalgono a un tentativo sistematico di rimodellare la demografia della regione a favore degli insediamenti ebraici. Dall’inizio della guerra a Gaza, i palestinesi in Cisgiordania hanno vissuto in un costante stato di agitazione: in attesa del prossimo attacco, della prossima minaccia, della prossima vittima.
Nell’Area C, controllata direttamente dall’esercito israeliano, i palestinesi hanno dovuto affrontare per anni la pressione organizzata dei coloni sostenuti dallo Stato, che hanno cacciato decine di comunità dalle loro terre e stabilito 40 nuovi avamposti solo negli ultimi sei mesi. Ora, tuttavia, perseguitano i palestinesi non solo nell’Area C, ma anche nell’Area B e persino nell’Area A, che sono nominalmente sotto la giurisdizione parziale e totale dell’Autorità Nazionale Palestinese. Molti residenti parlano di attacchi che hanno raggiunto persone che in precedenza non avevano alcun contatto diretto con i coloni.
Owais Hammam, 18, was kidnapped and brutally assaulted by Israeli settlers with the assistance of the Israeli military, at the Palestine Medical Complex, in Ramallah, December 6, 2025. (Faiz Abu Rmeleh/Activestills)
Secondo la Commissione per la Colonizzazione e la Resistenza al Muro dell’Autorità Nazionale Palestinese, nel solo mese di novembre si sono verificati oltre 2.000 attacchi contro i palestinesi in Cisgiordania, di cui oltre 600 da parte di milizie di coloni. Alti funzionari israeliani hanno recentemente avvertito che, con il crescente potere e l’impunità dei gruppi estremisti di coloni, lo Stato sta perdendo sempre più il controllo della situazione sul territorio.

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