Aggiornamento dalla Cisgiordania

Nelle scorse settimane la Commissione per la Resistenza contro i Muri (dell’apartheid) e gli insediamenti dei coloni ha reso noti i dati del primo semestre dell’anno relativi alle violazioni commesse dall’esercito israeliano e dai coloni dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 in Cisgiordania.

I numeri sono impressionanti e attestano, come ci si trovi di fronte a una vera e propria escalation di violenza (lanciata a partire dal 7 ottobre) orchestrata dallo stato Istraeliano, dal suo esercito e dai suoi coloni.

I dati parlano chiaro, nel periodo di riferimento sono state registrate:

11.074 aggressioni compiute dalle forze di occupazione e dai coloni;
La creazione di 42 nuovi avamposti coloniali;
L’uccisione di 17 palestinesi per mano dei coloni;
3.488 Aggressioni compiute dai coloni;
181 Incendi appiccati dai coloni;
L’approvazione di 113 Piani di espansione urbanistica destinati agli insediamenti coloniali;
4.379 dunum di terreni confiscati
(un dunum equivale a circa 1.000 m², quindi circa 438 ettari complessivi).
341 Operazioni di demolizione effettuate dall’autorità dell’occupazione;
740 Edifici demoliti dall’occupazione.
254 Avvisi di demolizione consegnati ai cittadini palestinesi dall’occupazione;

Questi numeri, aldilà del mero dato, ci raccontano la quotidianità della popolazione palestinese.
Una quotidianità fatta di arresti sommari, familiari e amici uccisi, raid, campi bruciati, continue intimidazioni, sabotaggi da parte dei coloni delle infrastrutture elettriche e idriche, sottrazione delle terre che poco prima venivano coltivate, il furto delle case abitate da sempre e molto altro.

Di fronte a tutto ciò i palestinesi decidono comunque di rimanere e resistere insieme, coordinandosi tra i comitati dei villaggu, perché quella terra che istraele sta rubando è la loro terra, la terra dei loro avi, e da lì, nonostante tutto, non hanno nessuna intenzione di andarsene.

 

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