Escalation degli attacchi dei coloni in Cisgiordania: attacchi ad Abu Falah e sequestro di case a Jalud

Pubblicato il 4/07/26 su alquds

Nella città di Abu Falah, nella Cisgiordania occupata, decine di coloni israeliani hanno attaccato una marcia pacifica a cui partecipavano palestinesi e attivist3 stranier3 per la solidarietà.
Gli aggressori hanno usato spray al peperoncino e hanno picchiato violentemente l3 partecipanti per impedire loro di raggiungere i loro terreni agricoli, ai quali i coloni vietano l’accesso da quasi un anno e mezzo.
Questo evento si inserisce nel contesto dei ripetuti tentativi da parte dell3 residenti di rompere il blocco degli insediamenti imposto sulla zona e di riappropriarsi delle terre confiscate.
L’assalto ha provocato divers3 ferit3 e gravi casi di soffocamento dovuti a gas tossici tra alcun3 partecipanti, tra cui attivist3 di solidarietà internazionali.
Nazem Saleh, capo del comune di Abu Falah, ha confermato che lo scopo della marcia era quello di accompagnare gli agricoltori verso i loro terreni produttivi, che erano stati bruciati e disboscati durante il periodo del divieto. Ha spiegato che questa politica mira direttamente a spingere l3 proprietar3 terrieri ad abbandonare le loro terre in preparazione alla loro completa espropriazione per l’espansione degli insediamenti.
Da parte sua, l’attivista della resistenza agli insediamenti Munther Amira ha sottolineato che insistere nell’accesso alla terra rappresenta la prima linea di difesa per proteggerla dalla confisca. Ha evidenziato che la persistene impossibilità per l3 palestinesi di utilizzare le proprie terre rischia di trasformarle in aree di influenza vitali per gli insediamenti circostanti.
Su questo tema, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich si è vantato di aver accelerato la creazione di nuovi insediamenti, annunciando la creazione di 160 fattorie. Ha inoltre rivelato che il governo ha approvato la costruzione di oltre 100 ulteriori insediamenti in Cisgiordania, a conferma che vuole ufficialmente sostenere queste violazioni.
Gli attacchi non si sono limitati ad Abu Falah, ma si sono estesi alla zona di Abu Anjim, a sud di Betlemme, dove, secondo alcune fonti, le forze di occupazione hanno aggredito fedeli durante la preghiera del venerdì.
Documenti girati sul posto mostrano soldati che brandiscono le armi e lanciano lacrimogeni contro persone disarmate.
Nella zona di Masafer Yatta, l3 abitanti di Khirbet al-Hums hanno celebrato la preghiera del venerdì sui loro terreni, minacciati di confisca, in una chiara dimostrazione di sfida ai processi di occupazione che circondano la zona. Queste azioni di protesta giungono in risposta ai continui tentativi di limitare l’attività di pastor3 e agricoltor3 nelle aree classificate come “C”.
Un altro attacco si è verificato nella città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, dove i coloni hanno dato fuoco a vaste aree di terreni agricoli appartenenti all3 palestinesi. Scene simili si sono ripetute nella parte meridionale di Hebron, dove l3 residenti sono vittime di aggressioni fisiche e della distruzione sistematica di raccolti, pozzi e sorgenti.
Nel villaggio di Jalud, i coloni hanno occupato abusivamente una casa a due piani appartenente al cittadino Mohammed Salameh, nonostante i suoi tentativi legali e i ricorsi presentati alle autorità competenti. L’abitazione in questione è circondata da un gruppo di insediamenti che si espandono costantemente a spese delle proprietà private.
Raed Haj Mohammed, capo del consiglio del villaggio di Jalud, ha descritto l’incidente come una escalation grave e senza precedenti, che ha preso di mira case ancora in costruzione. Ha sottolineato che i coloni si sono insediati molto vicino al centro del villaggio, minacciando la sicurezza e la stabilità quotidiana dell3 residenti.
I dati delle Nazioni Unite indicano che gli attacchi dei coloni hanno registrato un aumento qualitativo del 130% dall’inizio del 2023, a testimonianza dell’assenza di deterrenza legale. Attualmente, circa mezzo milione di coloni vive in insediamenti illegali ai sensi del diritto internazionale, in un contesto di crescente pressione internazionale per porre fine a queste politiche.
La Quarta Convenzione di Ginevra considera la costruzione di insediamenti e il trasferimento di popolazioni civili nei territori occupati una grave violazione del diritto internazionale e un ostacolo alla pace. Nonostante le condanne internazionali, comprese le dichiarazioni degli alleati di Israele, l’espansione degli insediamenti continua a divorare quotidianamente nuove terre palestinesi.
Secondo i dati ufficiali palestinesi, gli attacchi perpetrati dall’esercito e dai coloni a partire dall’8 ottobre 2023 hanno causato la morte di 1.175 palestinesi e il ferimento di migliaia di altr3. Circa 24.000 cittadini sono stati inoltre arrestat3 e 33.000 sfollat3 dalle proprie case in diverse province della Cisgiordania e a Gerusalemme.
L3 osservator3 avvertono che questi attacchi sistematici mirano a imporre una nuova realtà sul territorio, spianando la strada all’annessione di ampie porzioni della Cisgiordania. Attraverso questa politica, l’occupazione cerca di minare qualsiasi futura possibilità di creazione di uno Stato palestinese indipendente e geograficamente contiguo sui confini del 1967.
Accedere alla terra, nonostante l’assalto dei coloniè un passo per proteggerlo dalla confisca e dal sequestro, in un contesto di crescente violenza sistematica.

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